KEEP IN TOUCH. Tentativi di alleanza educativa con i genitori.

C’è un aspetto dell’insegnamento che spesso viene trascurato (dall’insegnante stesso): la relazione con i genitori, la comunicazione con le famiglie dei nostri studenti. Quando lo scorso anno scolastico sono arrivata nella mia attuale scuola ho “ereditato” una classe seconda media e ho dovuto da subito fare i conti non solo con i ragazzi che erano già un gruppo consolidato e quindi avevano verso di me un atteggiamento giustamente diffidente, a tratti indifferente, ma anche (soprattutto) con i genitori che erano già un gruppo MOLTO consolidato e compatto!! Io poi sono subito entrata a gamba tesa proponendo a ragazzi e genitori una didattica completamente diversa rispetto a quella della loro precedente insegnante di lettere…ricordo ancora (adesso con affetto, all’epoca con preoccupazione) le facce dei miei studenti quando mostrai loro il trailer del nostro percorso scolastico! Insomma, mi resi conto da subito che avrei dovuto investire risorse ed energie per conquistare la fiducia non solo degli alunni, ma anche dei loro genitori. Cosa quest’ultima ben più difficile, perchè i genitori a volte faticano a riconoscere e rispettare i ruoli, un pò come accade quando ai mondiali di calcio tutti gli italiani diventano allenatori della nazionale italiana. Invece, siccome il  mestiere dell’insegnante è complesso occorrono competenza ed esperienza che si conquistano sul campo, anche dimostrando ai genitori che quell’expertise deve tradursi in riconoscimento del ruolo dell’insegnante. Per tutte queste ragioni ho provato sin dall’inizio a costruire con le mamme e i papà della mia 2D una relazione basata sulla partecipazione e sul coinvolgimento; attraverso la narrazione, il racconto delle esperienze didattiche ho cercato di trasformare la diffidenza iniziale in fiducia (non incondizionata) e in disponibilità ad “affidarmi” il compito di educare i loro figli. Del resto, tanti sono i modi e le opportunità per costruire ponti (e abbattere muri) di comunicazione tra l’insegnante e i genitori. Io mi sono affidata soprattutto alle lettere via mail, come fossero delle newsletter di aggiornamento sul “viaggio” educativo dei ragazzi, agli incontri in plenaria tramite assemblee di classe “straordinarie” e ai colloqui individuali. Questi ultimi, in particolare, mi hanno permesso di instaurare con tutti (davvero tutti) i genitori un dialogo basato su un interesse comune: il successo educativo e personale di quella ragazza o di quel ragazzo, il benessere di un individuo che è figlio di genitori che vogliono vederlo sereno e alunno di un’insegnante che cerca di accompagnarlo nella creazione dello spazio del desiderio.

Così, a fine anno scolastico, ho voluto salutare i ragazzi con un trailer che racconta la storia, il cammino che insieme, io e loro, abbiamo compiuto in un anno scolastico, mentre ai genitori ho scritto una mail un pò visionaria, un pò epica (come dice la mia amica Jenny) per condividere con loro il senso di un percorso di conquiste, a volte compiute fino in fondo a volte ancora da consolidare nel futuro.

A settembre riprenderò da lì, dall’alleanza educativa con le famiglie, nel rispetto reciproco dei compiti di ciascuno, avendo come obiettivo comune quello di formare persone e cittadini che sappiano affrontare in modo positivo l’incertezza degli scenari sociali e professionali del mondo contemporaneo.

Lettera ai genitori di 2D

Cari genitori, fine di un anno scolastico, tempo di bilanci, di riflessioni, di aspettative.Comincerei dal #ringraziare voglio…Vorrei ringraziarvi per la fiducia che mi avete dato in questo anno di grandi cambiamenti, per la disponibilità con cui avete accolto le mie proposte di innovazione (anche quando probabilmente non eravate d’accordo), per l’autonomia che mi avete concesso nel disegnare un progetto di apprendimento a volte faticoso ed impegnativo per i vostri ragazzi. E i vostri ragazzi non si sono mai tirati indietro, hanno accettato la sfida educativa che ho proposto loro dall’inizio dell’anno, alcuni con entusiasmo “più contenuto”, altri con forte convinzioneContinua

 

 

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